Reportage realizzato per il quotidiano La Stampa.

Da Trapani a Enna, in volo con l’Aeronautica sulla Sicilia ferita dalle fiamme. Il nome dell’operazione è “Gedi 01”, a bordo di un elicottero HH139 decolliamo dall’aeroporto militare di Birgi, Trapani, per stimare i danni causati dai numerosi incendi che nelle prime due settimane del luglio 2017 hanno letteralmente devastato gran parte della Sicilia. La cattiveria dell’uomo, l’incuria e il vento sono le cause principali dei numerosi focolai che da Palermo fino ad Enna e Catania hanno minacciato intere comunità. Stessa sorte per Messina. A bordo del gigante dell’aeronautica militare sorvoliamo le zone del trapanese, dove un luglio così caldo non lo si ricordava da tempo. I danni causati dagli incendi visti dall’alto assumono toni ancora più drammatici, il colore nero, simbolo di devastazione, contrasta il mare azzurro di Castellamare del Golfo. San Vito Lo capo dall’alto è irriconoscibile, con il Monte Erice e il monte Speziale che assomigliano a due giganti con il volto annerito. Attorno alle case ed ad alcune aziende non esiste più il verde, quasi come se la macchia mediterranea fosse stata cancellata di proposito. Sopra il Villaggio turistico di Calampiso è tutto incenerito e, qualche giorno prima, i vacanzieri sono stati salvati via mare, l’incendio non aveva lasciato altra via di fuga. La Sicilia inghiottita dalle fiamme, i Canadair in volo per ore ed ore ed in stretto contatto con chi da terra gestisce le operazioni, perché dopo una settimana di devastazione e paura c’è ancora da combattere. Gli incendi sono tutti di natura dolosa, fortunatamente nessuna vittima oltre alla vegetazione. Il nemico è il vento ripetono dal comando radio, il nemico è il vento che spinge le fiamme verso i centri abitati. Ma dall’alto è tutto diverso, la percezione dello spazio cambia, ed il vento diventa solo il complice , il fuoco l’esecutore, il mandante è l’uomo che, senza amore per la propria terra, devasta.